Sentiero “Corno Barzò”

Sentiero del “Corno Barzò”
Il Corno Barzò, la più alta cima dei monti di Paio tra l’alta ValleTrompia e l’alta Valle Sabbia, costituisce il loro spartiacque naturale formando con la Corna Blacca e il Dosso Alto la dorsale sinistra della corona di monti che cinge Collio.

Il Corno, con i suoi 1846 m di altitudine, non è inaccessibile; offre una interessante escursione che, per quanto breve, è sempre accattivante, in alcuni punti impegnativa.
Dalla cima, verso la Valle Trompia, offre la vista di due ampie radure, nel mezzo di una severa pineta, nelle quali trovano sede le Malghe Zerle e Barzò (vedi sentiero delle malghe).
Il versante sud del monte è costituito da masse rocciose e scoscesi pendii, fra il verde interrompersi delle macchie contorte dei mughi.
Più in basso, i Casinelli di Paio Alto, oltre che ricoveri di animali e pastori, furono anche, durante l’ultima guerra, sede di gruppi operativi partigiani.
Il percorso di questo sentiero si snoda generalmente sul filo di cresta, ricalcando, in buona parte, le tracce dei cacciatori, con inerpicate impegnative seppur brevi, passando tra strapiombanti spuntoni di rocce e alte vegetazioni di mughi, in mezzo alle quali sono stati ricavati passaggi in sospensione. Sui tratti erbosi la traccia è stata ridisegnata, con facili passaggi e gradinate ad ampio respiro, al sicuro da possibili franamenti, almeno nelle stagioni tra l’inoltrata primavera e l’incipiente autunno.
Non è attrezzato, essendo l’uso delle mani necessario solo in qualche tratto considerato alpinisticamente neanche mezzo grado di difficoltà. Non occorrono particolari attrezzature se non quelle di un bastone o di una piccozza per sorreggersi in alcuni passaggi gradinati, e nella ripida discesa finale, per non scivolare o come supporto nelle brevi salite.
È ottimale intraprenderlo dal Passo Portole (m 1726) e ultimarlo sul 3V proveniente da Pezzeda per ritornare al punto di partenza ed usufruire dell’appoggio della Capanna Tita Secchi.
Il sentiero è collocato quasi interamente nel territorio del comune di Lavenone, tranne il breve tratto iniziale confinante con il comune di Bagolino, e sulla cresta spartiacque con il comune di Collio Valtrompia.
La sua segnaletica su rocce, tronchi e appositi paletti, è rosso-bianco-verde come sono i colori della bandiera italiana, comune a tutta la serie degli Itinerari escursionistici sui sentieri della Resistenza bresciana.
Troviamo sul percorso una dedica a Giovanni Giacomini (Kappa), capo partigiano della Brigata Fiamme Verdi “Dieci Giornate”.
La dedica, descritta sulla targa, è posta sotto un roccione lungo il sentiero.
[tratto da “Sui Monti ventosi – Itinerari escursionistici sui sentieri della resistenza Bresciana – Edizioni Ramperto]

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